mercoledì, 02 aprile 2008
Di recente ho letto uno splendido libro di Italo Calvino Perchè leggere i classici.
Non si tratta ti un romanzo, piuttosto di una raccolta di saggi su disparati autori tra cui Eugenio Montale.
Consiglio vivamente la lettura di Il mondo è un carciofo, dedicato ad un altro grande scrittore italiano, Gadda.
Tornado ai saggi dedicati a Montale, quello relativo alla poesia Forse un mattino andando è particolarmente interessante.

Mi sembra carino trascrivere la poesia che, per me, è una delle più belle realizzate dal poeta ligure


Forse un mattino andando in un'aria di vetro,
arida, rivolgendomi, vedrò compirsi il miracolo:
il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro
di me, con un terrore di ubriaco.

Poi come s'uno schermo, s'accamperanno di gitto
alberi case colli per l'inganno consueto.
Ma sarà troppo tardi; ed io me ne andrò zitto
tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.



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categoria:poesie
domenica, 30 luglio 2006

Era qualceh giorno che non leggevo più le poesie di A. Merini.

Due angeli

Qualcuno mi ha portato in casa

due angeli di terracotta

che io ho messo sul mio tavolo

in conto di numi tutelari.

Uno eri tu

e l'altro l'incantesimo d'amore

che sempre mi divora.

Sono diventata così

una principessa felice

che trova nel suo quartiere

il suo volo di sposa

che mai può aver termine.

A due angeli così belli

io chiedo grazie

che mi sono sempre concesse:

sono una vecchia poetessa

che ancora ama

il suo uomo di terracotta

sempre fermo sul tavolo.

postato da: irisnyx alle ore 14:05 | Permalink | commenti | popup-commenti
categoria:poesie
mercoledì, 26 luglio 2006

Ho una casa.

Una casa grande, anche troppo.

Ho una casa nuova, anche troppo.

Ho una casa troppo grande e troppo nuova che non so come funziona.

Ho una casa troppo grande, troppo nuova, che non so come funziona e io

mi sento ospite.

postato da: irisnyx alle ore 15:47 | Permalink | commenti (5) | popup-commenti (5)
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giovedì, 20 luglio 2006

Ma che basti un anello al dito

per far di un piccolo borghese

un signore, un buon marito ?

Che al mattino e alla sera

vive , sogna, gioca, spera.

Grandi case, auto lussuose

Onori, titoli, imprese prestigiose.

Roba che il popolo neppure si sogna

Roba che il mondo intero, tutto quanto, agogna.

Ma quando il mondo gli chiede indietro una mano

Lui fugge veloce, più che da signore, da gran villano.

E quando l’anello diventa gravoso,

l’anello donato fingendosi sposo,

allora con rabbia insieme ai ricordi

lo seppellisce in un campo insieme ai suoi morti.

postato da: irisnyx alle ore 13:56 | Permalink | commenti (2) | popup-commenti (2)
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giovedì, 20 luglio 2006

Da Canzone per l'estate (1975)

....

Con le tue finestre aperte sulla strada e gli occhi chiusi sulla gente

con la tua tranquillità, lucidità, soddisfazione permanente

la tua coda di ricambio

le tue nuvole in affitto

le tue rondini di guardia sopra il tetto.

Con il tuo francescanesimo a puntate e la tua dolce consistenza

col tuo ossigeno purgato e le tue onde regolate in una stanza

col permesso di trasmettere

il divieto di parlare

e ogni giorno un altro giorno da contare.

Com'è che non riesci più a volare

Com'è che non riesci più a volare

Com'è che non riesci più a volare

Com'è che non riesci più a volare.

Con i tuoi entusiasmi lenti precisati da ricordi stagionali

e una bella addormentata che si sveglia a tutto quel che le regali

con il tuo collezionismo

di parole complicate

la tua ultima canzone per l'estate.

Con le tue mani di carta per avvolgere altre mani normali

con l'idiota in giardino ad isolare le tue rose migliori

col tuo freddo di montagna

e il divieto di sudare

e più niente per poterti vergognare

Com'è che non riesci più a volare

Com'è che non riesci più a volare

Com'è che non riesci più a volare

Com'è che non riesci più a volare.

 

postato da: irisnyx alle ore 09:08 | Permalink | commenti (1) | popup-commenti (1)
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