Ci sono giorni in cui mi domando: ma perchè non te ne sei stata in casa, al calduccio, un bel libro, un po' di buona musica, magari un biccheruccio di vino...
Ti saresti forse evitata in ordine:
- La raucedine
- Il mal di schiena
- la maleducazione di alcune persone
Ora, ammesso e non concesso che le prime due... sarà l'età, sarà il fato (la sfiga, tanto per intenderci. Così nessuno mi può dire che sono snob e me la tiro. Oh, gente, anch'io parlo normale!!), me le sarei beccate ugualmente, ma la terza... credo, no, ne sono convinta, me la sarei evitata.
Queste sono però riflessioni a posteriori, quando i fattacci sono ormai belli e accaduti.
Ieri sera ero contenta e abbastanza soddisfatta, nonostante l'emergente raucedine.
Era il compleanno di Lucia... avevo cucinato la
torta cioccolatino (la ricetta l'ho postata!!!), andavamo a mangiare
ALLA GRANDE, un'osteria vecchia Milano che raccomando a tutti (Via delle Forze Armate 405, tel 0248911166, nel cuore della vecchia Baggio)... Cosa mai poteva andare storto?
Previsione compagnia: gradevole senza rischio di urto alcuno...
Ma CAZZO!!! Allora dico, anzi, urlo (solo per iscritto, visto che di voce, ahimè...)
Premetto: non pretendo di essere simpatica a tutti. Neppure in adolescenza ho mai avuto la sindrome del "voglio piacere a tutti a tutti i costi", tant'è che spesso l'appellativo di "acida" (secondo me anche stronza, insomma, stronza acida) me lo sono beccata una casino di volte.
Men che meno me ne cale adesso (ho scritto me ne cale, e ne vado fiera, uffa uffa).
Ma da qui a essere trattata dall'alto in basso ogni volta che apro bocca... bè, ne passa.
Forse sto esagerando, anzi sto volutamente enfatizzando.
Non è che tutte le volte che esco e saluto qualcuno, questo qualcuno mi sputa in un occhio. No, certamente.
Tanto meno molti amici e conoscenti. Oddio... molti, restringiamo il campo, visti gli ultimi episodi, diciamo la maggior parte.
Non nego di poter risultare sgradevole talvolta. Mi si dice che non ho peli sulla lingua. Cazzarola, contando che, da buona terrona, ne ho tanti distribuiti sul corpo, la natura, NOVERCA, è però stata magnanima in questo caso!
Dico quello che penso, a volte, quello che penso è gradito, a volte no. Mi pare normale.
Ho imparato con gli anni che, però, non si può dire sempre tutto a tutti, o meglio si può dire, ma magari, invece di affondare la lancia, gli si dà un tocco di fioretto.
L'esperienza, più che l'acume, mi ha insegnato anche che sangue da una rapa non se ne cava, quindi, con alcune persone, dopo aver spiegato e la rava e la fava, magari più volte, rinuncio. Raccolgo lo scudo e me ne torno a casa, rassegnata, più che delusa.
Prima non ero così: ero uno schiacciasassi, un Don Chichotte in gonnella (Non è vero, portavo quasi sempre i pantaloni) e quindi, via discorsi e discorsi e discorsi... Allora però non mi spariva la voce. L'età.
Quindi, senza tanto dilungarmi, adesso me ne sto abbastanza "schiscia", come si dice da queste parti.
A quanto pare non basta.
Forse per alcune persone doveri proprio sparire o limitarmi a fare da spettatrice, senza fiatare.
Torniamo a ieri sera.
A tavola, tra una portata e l'altra, sarà capitato a tutti, Montalbano escluso, di scmabiarsi due parole, magari qualche frasi di circostanza, convenevoli del tipo,
Ah, sì, ti trovo bene... Hai tagliato i capelli cara?... Cose di questo tipo.
Se la conoscenza non è delle più approfondite, il discorso può vertere su, che ne so
che lavoro fai?
Io mi aspetto una risposta normale, del tipo faccio questo, faccio quest'altro.
Nella peggiore delle ipotesi, se il mio interlocutore non è proprio soddisfatto di ciò che fa per campare, magari un
guarda, spacco i sassi con la fronte, spero però al più presto di cambiare lavoro, perchè...
Ma non
faccio **** e Poi con tono quasi di rimprovero:
utile vero?
Quasi che sia stato tu a chiosare la frase con un giudizio di merito.
A parte il fatto che, utile o no, se piace a te o se non ti piace ma ti dà da campare, a me sai quanto cazzo me ne può fregare.
E poi, non ho mai redatto la classifica de
I lavori più stronzi e i lavori più fighi
Quindi, per quanto m'importa, per me chiunque può fare qualsiasi cosa, purchè non danneggi gli altri e poi... se si sente realizzato, o semplicemente è strapagato per spaccare noci di cocco con i testicoli...
Ma di essere trattata da SNOB, proprio no.
E siccome questa persona è già stata tanto carina da darmi della snob perchè non festeggio l'8marzo...
Allora, una volta passi, ma siccome due indizi, spoesso fanno una prova e come dice la mia amica Francamminchia, a pensar male si farà peccato ma ci si azzecca spesso...
ne ho dedotto che probabilmente le sto sui maroni e che, effettivamente mi considera SNOB.
E siccome, giusto per non farci mancare nulla, durante una discussione intorno ad uno spettacolo teatrale mi sono permessa di esprimere un mio parere, facendo un paragone con alcuni dipindi di Shiele, e mi è stato rimarcato che
lei non è tanto acculturata, con un tono che lasciava intendere
tiratela meno...
ho pensato di postare la definizione di SNOB.
Snob
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Snob è un termine che viene utilizzato per identificare una categoria di persone che imitano i modi ed il modo di vivere di classi sociali superiori, atteggiandosi in maniera raffinata e altezzosa. Per estensione il termine è utilizzato per identificare una classe di persone, anche di rango elevato, che ostentano altezzosità o disprezzo verso le classi o i gruppi di persone che considerano inferiori o plebee. Nella storia gli snob venivano identificati come coloro che, pur non avendo titolo nobiliare, stavano a stretto contatto con l'aristocrazia del tempo.
Sembra che l'origine del termine snob derivi da un'antica procedura di registrazione degli studenti dell'Università di Oxford: i funzionari dell'istituto pare che apportassero, in calce all'iscrizione di studenti "non di sangue blu", una nota che recitava sine nobilitate (dal latino senza nobiltà, ovvero senza titoli nobiliari). Un'altra etimologia della parola sembra derivare da un dialetto inglese in cui "snob" significa "ciabattino" e che appunto gli studenti dell'università di Oxford lo utilizzassero per intendere una persona fuori posto.
E aggiungo un bel VAFFA.
Per chi non lo sapesse, fa parte del linguaggio triviale!!!
Preci per tutti
Donna Tinuzza Degli Antoci da Baggio